Mia.

Mi chiamo Mia, un nome prepotente no?!


"Giochiamo a nascondino?" "Si, ma se ti trovo ti bacio." "Ok, se non mi trovi sono dietro la porta."

"Giochiamo a nascondino?" "Si, ma se ti trovo ti bacio." "Ok, se non mi trovi sono dietro la porta."

Mi chiamo Mia. Un nome prepotente, no?!

L’ha voluto mia madre. Io quando posso me lo cambio e mi sembra che le cose, senza quel nome, vadano meglio. Io non vorrei essere Mia, vorrei essere di qualcuno, sapere di appartenergli e non muovermi da lì. Mia è un nome solo. Preferirei chiamarmi Tua. Mia madre ha voluto così, ha voluto che fossi solo di me stessa. Forse la faceva stare tranquilla. Lei che non si fida di nessuno, lei che guarda con gli occhi da lupo, lei che è triste di una tristezza contagiosa… Io non sono capace di perdonare, penso che quando cominci a perdonare è difficile smettere, è un vizio che rischia di farti passare per fesso… Faccio molti sogni la notte, la mattina non ne ricordo uno. Mi piace ballare e cantare, ma non ballo e non canto. Preferisco la teoria alla pratica, mi sembra che in teoria le cose riescano meglio… Ho mille ragazzi, a nessuno dico “ti amo”. Non credo ai principi e alle belle addormentate, ai vissero per sempre felici e contenti, credo alle persone che si sopportano, a quelli che ogni tanto si dicono “ti odio” e maledicono il giorno in cui si sono incontrati…”